è un po’ che non ci sentiamo, quindi vi mando un grosso bacio.
Per la cronaca, qui c’è musica……………..

….. fiori....
...frutta...




guardo il mondo
e le sue strade

...bambini...
...bambini...

vola via.............
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Comunque, dicevamo prima..........
al verde

....................... o in rosso

I miei più sorridenti & affettuosi auguri
ve li lascio lo stesso
Aria di crisi in giro come purtroppo si sa quindi anch'io, a malincuore, mi metto seduta .............

............ per dirvi ..............

che quest'anno sono ...........................
al verde!!!!!!!!!!!!!!
Confesso la verità:
vista la giornata.........................

.......sono uscita di casa.....

..................per andare in città...................

e, a causa di tutti i regali che vi ho comprato, sono andata decisamente ......................................

IN ROSSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lasciatemi riprendere dallo shock che più tardi vi faccio gli auguri * * *
A quei tempi venivo accuratamente nascosta sotto falso nome.
Mi chiamavo Pablo, anche se ancora non potevo saperlo.
Ero bellissima.
Una sera mi regalò perfino una parrucca, lunghi capelli castani con riflessi colore dell’oro, così, nell’evenienza tutto fosse poi stato scoperto, io avrei potuto giustificare il fatto confessando di essere un/una trans “che non ce la fa davvero più a stare nella propria pelle”.
Ci capitava di ridere per stupidaggini di poco conto come questa ed eravamo così bravi ad ironizzare su tutto; in realtà c’era poco da stare allegri : eravamo una “coppia clandestina” e quindi privi di libertà, e alcuni sanno bene quanto si aneli alla libertà specialmente in tali frangenti, ma soprattutto se già allora fossimo venuti a conoscenza delle conseguenze del caso.
Quella sera era un inverno come tanti altri per tutti ma non per noi, per noi era un inverno davvero speciale, era il nostro inverno.
All’uscita del negozio dove avevo provato l’acconciatura che più si addiceva al mio viso, lui mi abbracciava per strada cingendomi la vita, mi guardava negli occhi sorridendomi fino giù in fondo al cuore, proprio nel punto dov’è più buio e ci si smarrisce.
Fu così che io ritrovai me stessa ma persi la strada per tornare indietro.
Diventai sua complice.
Inutile dire che, e perché, inizialmente tentai di oppormi a gran fatica con tutte le mie forze.
Camminavamo ubriachi dentro ad un fluido sotto le luci di natale della città; i nostri sensi, tutti e cinque anzi sei o forse addirittura sette senza esagerare, ci stordivano lasciandoci in quello stadio di galleggiamento dove davvero e non a parole il mondo è più leggero.
“Un corpo che riceve una spinta verso l’alto”…. com’era quella legge fisica? “La forza che agisce sul corpo dal basso verso l'alto è diretta in verso opposto rispetto alla forza peso quindi riduce l'effetto di quest'ultima; come conseguenza di ciò, il peso di un corpo immerso nell'acqua, o in generale in un fluido, appare inferiore a quello dello stesso corpo nell'aria”.
Insomma, mancava la forza di gravità sotto i nostri piedi, nella nostra testa non c’era spazio per i fatti gravi che sarebbero poi invece inevitabilmente accaduti… quanto tempo avevamo allora!
Sono convinta di essere stata l’unica a sapere che lui era un agente segreto in missione, e anche se la missione non la conoscevo affatto, io non lo tradii mai.
Una volta fece la sua confessione anche ai bambini, certo comunque che l’avrebbero presa per uno scherzo, cosa che naturalmente avvenne visto che a tavola, con i bicchieri all’orecchio, mimavano invisibili ricetrasmittenti per inviargli importanti comunicazioni di servizio : “contrordine, niente scuola domani e nei prossimi giorni, pericolo di vita, nessuno dovrà uscire dalle proprie case, ripeto agente segreto, pericolo, pericolo, u bot u bot….”.
E così finiva la cena tra risa, posate come bacchette dei direttori d’orchestra e musiche extraterrestri suonate dalle nostre dita che descrivevano un cerchio sull’orlo dei bicchieri.
Nessuno a quell’epoca avrebbe potuto neanche minimamente immaginare il peggio.
Sì, perché fu più tardi e all’improvviso che, nonostante gli anni trascorsi a fare del nostro meglio, lui per le sue missioni importanti che ormai non gli concedevano più tempo né spazio, ed io per cercare di rendere migliore il suo tempo quando stavamo insieme e più ampi i suoi spazi sottraendoli piena di cieca fiducia ai miei (non è forse vero che per un amico si dovrebbe sempre fare di più?), tutto accadde in meno di un batter d’ali senza che nessuno potesse fare nulla per impedirlo.
Mille domande senza mai fine, conclusioni incerte, vacillanti e soprattutto dubbi inutili.
Una missione finita male? Un’importante partita persa che l’aveva lasciato senza speranze? Una scelta sbagliata che l’aveva costretto alla fuga? La costante preoccupazione di essere definitivamente scoperto, messo a nudo, braccato, senza più via di scampo? Un errore che aveva ripetuto e che l’aveva messo con le spalle al muro? O aveva semplicemente preferito lasciare tutto e tutti perché soggiogato da situazioni divenute per lui insopportabili?
Non lo so, è la parte che non conosco. E non voglio più saperlo, ci ho perso tante energie indispensabili alla sopravvivenza nel luogo in cui mi trovo.
Temo che l’età, il tempo che trascorre inesorabile lasciando le sue tracce ovunque, sia stato il suo vero punto debole, il suo tallone d’Achille, anche se questo lui non l’avrebbe mai voluto lasciar trasparire; il suo senso della relatività non era mai esistito? O era semplicemente venuto meno?
Ora lui è lontano, molto probabilmente su un’isola sperduta in attesa di istruzioni per proseguire, anche se io preferisco immaginarlo mentre cammina tra la folla di una caotica grande città con quel suo passo sicuro e la faccia accigliata, in procinto di organizzare al meglio una nuova missione.
Per quanto riguarda me, ho lasciato la città dopo pochi giorni dalla sua partenza- chiamarla scomparsa mi fa sentire tutto il peso della vita che passa-, giusto il tempo di cedere ad altri il posto di lavoro che occupavo instancabile da un tempo che per me a questo punto era divenuto davvero troppo, e insopportabile, fare i dovuti passaggi di proprietà, salutare i miei cari-mi ci volle una forza indicibile per rassicurarli che là dove andavo avrei avuto un aeroporto a portata di mano- ed i pochi amici che sentivo vicini…. Amicizia… davvero riuscivo ancora ad attribuirle un senso?
Non ho figli… quei bambini non erano miei-quando mai i figli, i bambini, sono nostri?-anche se so che rimarrò per sempre nei loro pensieri e loro nel mio cuore.
Me ne sono andata per un semplice motivo : ho perso la fiducia nel prossimo, arrivando alla conclusione che non ci si può proprio fidare/affidare mai, a volte nemmeno di chi ci ha generati.
E siccome sono invece nata, ma soprattutto cresciuta, nutrita di fiducia, gli altri in me ed io negli altri, per me il prossimo significava tutto, me inclusa.
Per sillogismo ero convinta di aver perso tutto; sì perché l’ultima delirante sfumatura che intuivo mi stava letteralmente terrorizzando: sarebbe arrivato il momento in cui non avrei potuto fidarmi nemmeno di me stessa??? Dopotutto anch’io ero il mio prossimo!
Count-down!
Ho pianto così tante lacrime che mi suona strano di averne ancora.
So che non lo rivedrò più se non nei miei pensieri e, spero, nei miei sogni la notte, anche se dove sto ora non ho più bisogno di lui come di nessun altro, qui mi basto, poche cose, l’essenziale, e il respiro che mi è rimasto per vivere, fino a che anche quello mi lascerà… in pace… in eterno….
scusate, non per vizio ma solo per piacere.......

Qui dentro………
Pensieri profondi attanagliano come morse
la mia mente mentre è giunta sera e fuori il freddo …………

“Quali scarpe indosserò?”
Scelte importanti nella vita mi si ripresentano costantemente senza mai darmi tregua e ………

“Ok, deciso, vada per il décolté col tacco”
*****
La mia sete di sapere mi porta sempre a nuove mete che ……..

“un aperitivo a quest’ora è proprio quello che ci vuole !”
************
La vera essenza di me, il mio essere insaziabile, accompagna il trascorrere di queste ore come…….

“questi bocconcini ci stanno proprio bene insieme!!”
Sono sempre convinta che è soltanto scendendo in profondità che riuscirò a scoprire gli arcani misteri che regolano ………….

Tutto ciò che accade ci spinge a profonde riflessioni: la vita va gustata, il gusto del piacere allieta i nostri cuori, il retrogusto inconfondibile delle ………
”questo è inconfondibilmente un Barolo!”
Nuove idee si affacciano ora alla mia mente, quasi portate dal vento, o dall’ora che volge a………


“mmm è quasi pronto ...........”
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Dubbi prepotenti, incessanti, assalgono con frenesia i miei desideri senza lasciare scampo……….

“cioccolato con le fragole ????…… o…………

… fino alla confusione delle immagini che ormai
si rigenerano
si sovrappongono
si esauriscono
mentre amleticamente mi chiedo chi sono ..................








Assaporo lentamente il gusto morbido di questo momento
Il cielo sopra di me sembra ondeggiare
mentre il vento fa vibrare le stelle
Intorno a me si crea un campo magnetico
L’energia che sprigiono azzera le distanze
Qui il tempo diventa più mio,
un abito che mi è stato cucito addosso e veste alla perfezione
Preliminari tutti per me nella mia testa e nel mio corpo
Spazi solo miei dove mi basto
…. L’attesa dell’incontro…..

L’aria sprigiona un profumo irresistibile
il cielo è più chiaro così infinitamente pieno di stelle appena nate ma sempre le stesse di sempre
la musica viene da lontano, col vento
le mani si cercano furiose
i corpi ansimanti si incontrano
arrivano parole sussurri gemiti
il cuore batte forte
l’anima si esalta
l’estasi del piacere inonda i sensi
i pensieri corrono liberi in tutte le direzioni, senza meta
prendere semplici gesti scontati e riportarli in vita
colorandoli di arcobaleno
è dare loro il valore che il tempo che passa tenta di sbiadire
sfamiamo il corpo
dissetiamo il nostro spirito
continuiamo a spalancare i nostri insaziabili occhi sul mondo …
ancora !
E non fermiamoci a guardare il sole che bellissimo qui tramonta e muore
andiamo oltre, là dove lo stesso sole sta sorgendo,
oltre l’orizzonte dei nostri piccoli pensieri